UNA RISORSA FONDAMENTALE. Per molti apparentemente sconosciuta o dispersa in un passato ormai lontano, in realtà la felicità è qualcosa che esiste dentro di noi da sempre, fin dalla nascita. Le tante esperienze della vita poi contribuiscono in modo determinante a soffocarla e renderla poco percepibile ai nostri sensi. Ma esiste. A conferma di ciò, a differenza di un'abilità o di una conoscenza poi, la felicità non può essere insegnata proprio perchè è già presente dentro di noi.
L'IMPORTANZA DELLA FELICITA'. E' un dato di fatto inoltre che essere infelici comporta una serie di conseguenze negative in campo lavorativo e nella vita personale con effetti a volte che ricadono sulle proprie condizioni di salute. In quest'ottica l'unica soluzione plausibile è quella di ripensare alle nostre scelte e rimuovere ogni cosa che contribuisce a soffocarla.
LUOGHI COMUNI SULLA FELICITA'. Navigando sul web si può tranquillamente notare come internet è pieno di presunti "insegnamenti" su "come essere più felici". Se fosse realmente così semplice in giro dovrebbe regnare una felicità contagiosa, eppure tutti sappiamo benissimo che non è così. I dati in tal senso parlano chiaro, nella benestante Australia 2,3 milioni di persone soffrono di ansia e molti ritengono la felicità, un qualcosa di lontano e di inavvicinabile.
FELICITA' SOFFOCATA. Se come detto però la felicità nasce insieme a noi, l'indagine più plausibile è quella che conduce a capire cosa realmente soffoca tale sensazioni positive. Nonostante ciò la felicità si perde quando viene soffocata da altre cose assomigliando molto a un giocattolo dove si ha un anello colorato sul fondo che viene coperto da altri anelli e per arrivare al colore di fondo, è necessario rimuovere gli altri anelli.
GLI OSTACOLI DELLA FELICITA'. Cosa soffoca davvero la felicità? Sicuramente lo stress, il ritmo di vita e la fatica. Inoltre le responsabilità, se in eccesso, oscurano le nostre giornate; le decisioni degli altri influenzano le proprie scelte. Inoltre i fallimenti nelle passate esperienze, sono le fonti di soffocamento che tendono a schiacciare la felicità e costringerci a stati d'animo tristi.
FELICITA' COME OGGETTO DI STUDIO. Tema sempre più spesso all'ordine del giorno, la felicità e più precisamente la sua ricerca e definizione, è da sempre stata oggetto di studio e di dibattiti tra grandi professori, letterati e filosofi. Fin dai tempi più remoti infatti vi sono state numerose testimonianze autorevoli che hanno dedicato gran parte del loro tempo proprio allo studio della felicità. L'antica Grecia e l'Impero Romano in tal senso ci lasciano notevoli esempi, vere e proprie "regole" che possono indicarci come definire in modo chiaro e specifico la felicità.
LA FELICITA' NELLA STORIA. Socrate, secondo Senofonte, immagina tale stato d'animo ben lontano dai beni materiali ma vicino a coloro che crede nelle proprie forze e nella difesa della sua autonomia. All' interno del trattato Repubblica e nel Simposio Platone aggiunse il concetto di virtù civile, affermando che solo chi la esercita può esserne felice in quanto contribuisce al benessere sociale. Introduce anche il tema dell'innamoramento della bellezza come indice di felicità e l'impegno a generarne nuovi segni nel mondo. Essere figure attive, sviluppando le proprie capacità sotto la guida della parte razionale dell'anima è la risposta al tema espresso da Aristotele cui faranno seguito i pensieri di Epicuro dove la felicità è collegata al respingimento del dolore, vivendo con pienezza il piacere della vita, senza sforzarsi di incrementare artificiosamente la gioia che la natura, i sensi e la coscienza hanno offerto nel modo più spontaneo e naturale. Rimanendo sempre in epoca antica Seneca sottolineò che l'uomo felice è rappresentato dal saggio che dà forma ogni giorno alla sua esistenza con l'uso perfetto della ragione. La sospensione del giudizio è invece la "regola" posta da Sesto Empirico. L'ammissione di non aver criteri assoluti sia sul bene sia sul male, libera dall' ansia e offre il significativo vantaggio di accettare col buon senso accadimenti ed emozioni positive o negative. Tra i pensatori che hanno espresso una propria idea sul concetto di felicità si cita anche Plotino il quale sottolinea come essere felici significa liberare la natura contemplativa dell'io interiore, lavorando profondamente su se stessi
