Ma non è sempre così.
Innanzitutto perché possiamo trovarci di fronte ad una nuova decisione, e l’esperienza precedente può raccontare dei parziali risultati rispetto ad alternative possibili; in secondo luogo le emozioni che accompagnano la decisione spesso sono confusionarie e discordanti rispetto ai pensieri. Inoltre incide anche il nostro stile decisionale prevalente.
Sicuramente è utile raccogliere informazioni e valutare possibili esiti della decisione in base ad alternative che si elencano. Essere riposati e prendere decisioni importanti al mattino è utile per diminuire le inferenze all’ascolto della parte profonda di sé. Evitare di affollare la mente di piccole decisioni routinarie che si prendono nella vita quotidiana (cosa mangiare, cosa vestire, etc.) può essere utile a far emergere la parte intuitiva che aiuta la scelta.
Se lui deve fare una scelta, che la faccia subito. Così lo aspetterò. Oppure lo dimenticherò. Aspettare è doloroso. Dimenticare è doloroso. Ma non sapere quale decisione prendere è la peggiore delle sofferenze. Paulo Coelho
E’ molto importante riconoscere le proprie emozioni collegate alla scelta, alle alternative della scelta.
PAURA
RABBIA
GIOIA
RIMPIANTO etc. rappresentano uno stimolo o uno scoglio da affrontare nello stesso processo decisionale. Ogni soggetto può vivere in maniera assolutamente individuale l’emozione conseguente una scelta. Pertanto è necessario dare un nome a ciò che si avverte, mettersi in contatto profondo con l’emozione che si prova e reagire di conseguenza. Anche la stasi, ovvero la non azione è già una scelta.
Inoltre è utile fare i conti con le influenze sociali e culturali con i quali si viene in contatto: se la persona ha la tendenza a basarsi sui giudizi altrui – stile dipendente – semplificherà la propria scelta chiedendo consiglio. Se alla persona preme la immagine sociale e la rappresentazione di sé nel mondo è prevalente rispetto a cosa vuole singolarmente, basterà regolare la scelta in base a “si è sempre fatto così”.
Diverso è il comportamento delle persone molto autoefficaci: preferiscono decidere in base ad un proprio valore o giudizio o emozione perché la responsabilità della scelta è altamente prioritaria.
Valutare il fattore tempo: avere poco tempo non è sempre uno svantaggio, in quanto si attivano risorse non utilizzate quotidianamente oppure si riesce a focalizzare rapidamente le alternative e risultati possibili in maniera prioritaria, urgente, importante. Se il tempo a disposizione è sufficiente si possono avere più informazioni e si può dare spazio più ampio alle proprie emozioni, che sono guida e regolatori degli impatti delle scelte da compiere. L’importante e fissare un inizio e una fine del processo decisionale, altrimenti troppe energie mentali e psicofisiche sono assorbite a detrimento del benessere personale.
