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Coltivare un sogno. Il bilancio delle competenze

Coltivare un sogno. Il bilancio delle competenze


< Io non ho un sogno…> così P. 38 anni responsabile amministrativa di una piccola impresa di servizi in una città opulenta del nord est di Italia. E considerando la crisi e l’ incertezza del suo posto di lavoro la sua “mancanza” di sogni diventa una grande difficoltà esistenziale nel ripensare e ripensarsi all’interno di un’altra collocazione professionale.

Perché non abbiamo più sogni? Forse è necessario coltivarli quelli che avevano da bambini e alimentarli con le competenze da acquisire per fare del nostro sogno un lavoro…A che cosa serve il bilancio delle competenze?  E’ un raccontare e raccontarsi a  che punto della propria vita  si è, e trovare - insieme e con l’aiuto del counsellor - una strada da intraprendere per svoltare o migliorare la propria posizione nel mondo. Sempre di più, oggi infatti, il lavoro coincide con la propria realizzazione personale e con la scelta di vita che si fa,  ad un certo punto.


La generale crisi economica e la perdita di riferimenti valoriali accresce ed accellera la necessità di fare il punto:    < Avendo  smarrito i confini, non sappiamo più cosa è bello e cosa è brutto, cosa è destra e cosa è sinistra, cosa è Stato e cosa è mercato, cosa è scienza e cosa è fede, cosa è maschio e cosa è femmina, cosa è vita e cosa è morte> dice Domenico De Masi, in Style Corriere della Sera Nov. 2012.
Perché non consentirci di chiedere aiuto per migliorare la conoscenza di noi stessi, parlare in maniera franca ed aperta dei nostri dubbi non solo sul lavoro, ma anche di sensazione di invecchiamento e di incertezza sul da farsi?
Per il bilancio delle  competenze il counsellor chiede attenzione per un mese o due, a secondo della frequenza degli incontri e/o contatti (molto del lavoro di compilazione di  schede e questionari può essere svolto on line), seguito da un follow up in cui il consulente affianca l’utente nelle fasi di scelta più delicata e nella spinta motivazionale alla decisioni di cambiamento o “intrapresa”.  Le fasi sono relative alla analisi delle competenze soft e hard dell’individuo: rapporto con sé e gli altri ; analisi delle modalità comunicative e relazionali; analisi delle emozioni e della gestione delle emozioni a secondo dei contesti e relazioni; individuazione e focalizzazione dei principali bisogni di sviluppo, autorealizzazione, accrescimento; rilevazione del gap di competenze. Poi si passa alla dimensione di ricostruzione della propria storia personale e professionale, in cui si individuano i talenti (non solo personali ma anche tecnico-professionali) e si delinea una “posizione ideale” , avendo chiare tutte le conoscenze, abilità che già si posseggono e quelle da acquisire e i comportamenti da adottare per migliorare l’utilizzo dei talenti naturali. La parte più delicata è la redazione del piano di sviluppo personale che si consiglia di effettuare individualmente  e poi, se l’azione del bilancio avviene in azienda,  anche nel proprio team di lavoro.
Lo sviluppo della carriera e il raggiungimento del benessere personale non può contrastante quello professionale, in quanto l’individuo si abitua a ragionare in termini di “minacce /opportunità” ed impara a cogliere i segnali che arrivano dall’esterno.
Facciamo l’esempio di S., 45 anni, manager di una piccola impresa business unit che dipende da una grande multinazionale, non italiana. La sua insoddisfazione non dipende solamente dai richiami del suo general manager che pretende di raggiungere numeri e fatturati indipendentemente dall’analisi della situazione di area di mercato, ma anche dal bisogno di migliorare il proprio benessere esistenziale. Finora, infatti, ha dedicato moltissimo tempo ai collaboratori ed all’impresa, che ha allevato come se fosse la sua famiglia. Nel frattempo si accorge che egli stesso non ha famiglia, non ha figli e desidererebbe averne. Il suo bisogno è trovare tempo per sé, stare in contatto con le proprie emozioni, trovare tempo ed energia per dedicarsi a ciò che gli piace senza provare sensi di colpa o frustrazioni.
Attraverso il bilancio delle competenze S. può scoprire che il primo passaggio da compiere è avere rispetto per la propria salute, dedicare tempo e spazio alle relazioni extralavorative, leggere un libro che ha lasciato nel dimenticatoio, ecc. Aprire, cioè “spazi di possibilità” esistenziale che possono dare forza ed energia anche per motivare i propri collaboratori alla produzione, rispondere con un piano di sviluppo all’azienda, reagire efficacemente ai clienti insolventi.
Attraverso il bilancio delle competenze si può scoprire anche che magari si è inseguito per tutta la vita un sogno che non era il proprio, ma quello dei genitori o del fratello, e rincominciare da quello che piace di più o si riesce meglio, per vivere a pieno la propria vita, magari cambiano città o paese, incassando molto di meno, ma realizzando lo stile di vita più vicino ai propri desideri ed interessi.

Zila Carnevale

You have been given a gift. It is called life. And with this gift you have been given all of the talents, all of the knowledge and all of the power to create whatever it is you want to create on this Earth. Regardless of what shape or form this gift comes in for you, you owe it to yourself to go out there and become the best person you can possibly be, doing whatever it is that you want to do and use your gift to see what an amazing life you can create for yourself. You serve no one, especially not yourself, by choosing to be average.

 ANONIMO AUTRALIANO