Cosa fa il codipendente :
- Tutta la sua vita ruota intorno all’altro
- La sua energia è rivolta al controllo di sé e degli altri
- E’ subito pronto ad assumersi la responsabilità per gli altri, negando i propri bisogni
- Spesso “sconfina”, non rispettando i propri confini e quelli dell’altro
- La sua felicità/infelicità dipende da qualcun altro o da qualcos’altro
- Cerca stima e amore da altri
- Non si ama e non si rispetta
- Cerca persone che hanno bisogno e si annoia con quelli che stanno bene
- Cerca una relazione simbiotica
- E’ abituato a prendersi cura dell’altro, perché è il ruolo che ha svolto fin da bambino
- Vive nella paura di perdere l’altro
Il codipendente ha in comune con il dipendente la scarsa autostima. Pertanto è consigliabile seguire un percorso basato sulla consapevolezza dei comportamenti da codipendente e un percorso sull’autostima, per potenziare i tratti positivi, essere in grado di rimanere da soli e fare i conti con la propria famiglia di origine. Infatti il codipendente proviene spesso da famiglie invischiate, in cui si sono invertiti i ruoli delle figure parentali e i bambini hanno fatto i genitori.
Cosa spinge il codipendente a comportarsi così anche nella vita da adulto?
Egli/ella cerca il riscatto, il fallimento della sua infanzia: quando cercava amore, protezione e riceveva rifiuto, distanziamento, incapacità a prendersi cura.
All’inizio della relazione il codipendente si mostra seduttivo e seducente, in cerca di riconoscimento, coccole, attenzioni. Ma è incapace di legarsi veramente. Pertanto sfugge alle richieste. Poiché è attratto da un partner dipendente che a sua volta cerca costantemente la presenza e il riconoscimento dell’altro, il codipendente dopo un pò:
- mostra noia della relazione
- soffre dell’abitudine
- tradisce o si coinvolge in impegni lavorativi, sociali che lo tengono lontano dal partner
- non promuove l’altro e non rafforza il legame.
Lo stadio dell’io in cui vive il codipendente è del “bambino”: crescere ed evolversi verso lo stadio dell’io “adulto” significherebbe rispettare i confini propri ed altrui; prendersi cura di sé; non sentirsi in colpa o provare inferiorità; non avere paura di mostrarsi per come si è; non avere paura di essere soli.
La relazione disfunzionale dipendente-codipendente si realizza anche tra genitore e figlio; amico e amico; collega e collega. Per sottrarsi e sviluppare al meglio relazioni sane è importante che il partner ( membro della relazione) promuova lo sviluppo e il benessere dell’altro, piuttosto che coprire di attenzioni e stringere l’altro. Una relazione sana si basa sulla responsabilizzazione: ciascuno ha in sé risorse sufficienti e potere e talento per salvare se stesso. E solo quando si sta bene è possibile instaurare relazioni sane.
